Ten Candles’ memories. E siamo ancora tutti vivi

Quando il gioco anticipa la realtà. Perché noi, un po’, la quarantena l’avevamo prevista

Di Claudia Borgia, sul Gioco di Ruolo Ten Candles

Fine ottobre, domenica pomeriggio, estrema periferia sud di Roma.

Non sai come e non sai perché, ti sei ritrovata a invitare a casa tua un gruppo di colleghi. Fra cui un esperto “master” (pare che si dica così) per sperimentare una sessione breve di giochi di ruolo: una specie di dimostrazione per neofiti come te.

Ma come è potuto accadere? Sarà che il direttore ha avuto la brillante idea di aprire una rivista letteraria a tema, e che sei capitata in una redazione di nerd appassionati di giochi ispirati a improbabili mondi fantastici. Giochi che, a quanto hai capito, hanno un inizio ma potrebbero non avere mai fine.

Sarà che il tema ormai è stato scelto, e, se vuoi tenerti il lavoro, sei obbligata a farti una parvenza di cultura sull’argomento. O almeno a fingere di conoscerlo, come un bravo redattore. E come se non bastasse, i colleghi in questione vengono da mezza Roma e provincia, e casa tua si trova all’epicentro di questa sparpagliata redazione. «Va bene, venite da me. Massimo alle sette, però, dovreste andare via: poi purtroppo ho una cena a cui non posso mancare». A volte anche i compleanni in famiglia possono tornare utili.

Così, alle tre di questa sonnolenta domenica pomeriggio, aspetti i colleghi con un vago mal di testa, cercando di convincerti che il tuo è solo un pregiudizio. Non può essere come in quei film americani per adolescenti, pieni di zucche di Halloween e riunioni al buio con le candele, in stile seduta spiritica. E invece lo è.

I partecipanti arrivano a scaglioni portando qualunque tipo di cibaria. Neanche fossimo davvero in un bunker da scenario apocalittico. «Non c’era manco una pasticceria aperta», si lamenta B. da Riano Flaminio. «Vabbè, tanto c’è il Carrefour H24», ribatte M. da Monteporzio, portando due cartoni di torte.

Intanto, tra caffè e crostate, il master da Rocca Priora tira fuori le candele. «Mi serve una bacinella» chiede col suo solito aplomb. La cosa si fa preoccupante. Ognuno riceve un foglietto, su cui inventare l’oscuro segreto di chi siede al suo fianco. Si riempie la bacinella e si accendono le candele. Le serrande si abbassano, l’ora solare è tornata e la luce sta già per calare. Così, nella penombra, il racconto può iniziare.

Di colpo ti ritrovi in una bizzarra storia del terrore, ambientata a casa tua in un prossimo 2021, con un gruppo di disperati che devono salvarsi da misteriosi e terribili Loro. Su richiesta del master, ogni giocatore registra un messaggio vocale di richiesta d’aiuto, che più che disperato risulta vagamente comico. Scopri quindi di essere stata una cannibale, mentre con una strampalata compagnia di ingegneri navali, giapponesi lanciatori di coltelli e psicologhe con disturbi mentali, devi raggiungere la salvezza in un bunker di Ciampino. Come se non bastasse, sfidando le ignote creature in una città deserta e spettrale.

«Annamo ar Carrefour, ché là ce sta tutto», è il grido di battaglia. Perché si sa, in tempi di crisi, si assalta il supermercato. La truppa annuisce, e inizia ad accapigliarsi su come trovare armi e mezzi di fortuna, mentre la psicologa fa inutili avances al master. Avances che non raccoglie perché è “bello e impossibile”. Sul tavolo girano patatine e vino rosso, i dadi continuano a cadere per terra e fra rumori sinistri e esplosioni improvvise, spunta una new entry messicana di nome Alvaro.

«E siamo ancora tutti vivi», scandisce il master, ma a ogni lancio di dadi un segreto viene bruciato con il suo foglio di carta, e una candela si spegne. È sempre più buio, e la storia non è ancora finita. La corsa prosegue dal Carrefour di Morena al Leroy Merlin di Ciampino, che alle porte della Capitale sono i supremi punti di riferimento geografici. Ma, complice l’ennesima trappola dei nemici invisibili, fra bambini che urlano da palazzi in fiamme e militari impazziti, tu e i tuoi compagni venite uccisi brutalmente, Alvaro compreso. Solo una di voi, l’eroina Marsh, riesce infine a raggiungere il bunker. Ma qui ovviamente troverà la morte, facendo spegnere l’ultima candela.

E ora il silenzio si è fatto assordante. Parte la registrazione degli appelli con le vostre voci, e all’improvviso siete davvero lì, tutti morti. Dei fantasmi che parlano.

Si riaccende la luce, ripartono le chiacchiere e i fumatori raggiungono il balcone. Sono le sette e sei in tempo per la festa. Ma in fondo, adesso non ci pensi più.