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La differenza tra un Elfo ed un Mezzelfo? A quanto pare non ha a che fare con l’altezza, e tra mito e GdR la differenza è sottile ma fondamentale

Sono sicura che se qualcuno vi chiedesse a bruciapelo la differenza tra un Elfo e un Mezzelfo pochi saprebbero dare una risposta veloce. Molti (tra cui me prima di essermi seduta qui a ragionarci per la prima volta) esiterebbero, prenderebbero tempo, inizierebbero a inventare, direbbero qualcosa di vago (e forse di anche lontanamente offensivo). Tipo che gli Elfi sono tutti quelli tra il metro e trenta e il metro e sessanta e i Mezzelfi tutti quelli non più alti della metà, sessantacinque o settantacinque, ottanta centimetri al massimo quindi.

Io, prima di oggi, avrei risposto a quella domanda con un’altra domanda e avrei chiesto se è la statura interiore o quella in centimetri a determinare il Mezzelfo. Poi avrei aggiunto che l’affascinante concetto di statura interiore è un argomento spinoso e ancora poco dibattuto nel fantasy. Che tutte le questioni relative all’anima degli Elfi meriterebbero più attenzione insomma. Avrei divagato, preso tempo, nascosto la mia lacuna alla meno peggio. Credo che tra i pochi pronti a rispondere senza esitazioni, oltre agli Elfi e ai Mezzelfi in persona (in persona di Elfi e Mezzelfi è chiaro), ci sono tutti i giocatori di GdR. Sono sicura che saprebbero ben dire anche le differenze tra Elfi e Mezzelfi nel Signore degli Anelli e in Dungeons & Dragons. Da quel che so, D&D è il famosissimo gioco di ruolo che col Signore degli Anelli ha qualcosa a che fare.

La prima cosa che ho capito è che i Mezzelfi se li è inventati Tolkien e quindi poi sono finiti in Dungeons & Dragons. Gli Elfi invece, e questo lo sanno più o meno tutti, c’erano da prima. Sono figure mitologiche che arrivano dalle fredde terre del nord, mutanti aspetto e ruolo nei secoli. Gli Elfi sono stati buoni e cattivi, portatori di malattie, di fortuna o sventura, fin dall’origine creature di sorprendente bellezza e grazia. Ma anche creature dalla sessualità sfrenata, aggressori promiscui e fuori controllo.

C’è da dire poi, che diversamente da come la pensavo all’inizio, l’altezza non c’entra. Per Tolkien il Mezzelfo non è letteralmente mezzo Elfo bensì è un incrocio tra un Elfo e un essere umano, metà soprannaturale, metà terreno. Mentre capivo questa prima verità mi sono imbattuta anche nella prima cosa realmente affascinante, e cioè che i Mezzelfi nascono Mezzelfi, metà Umano e metà Elfo ma poi da adulti possono scegliere cosa diventare. Elfi a tutti gli effetti o Umani come tutti gli esseri umani, con i difetti quindi, e senza i superpoteri. Ma anche senza le orecchie a punta, almeno nella maggior parte dei casi.

È qui secondo me che la differenza tra le due condizioni si ribalta a favore dei Mezzelfi, che avranno anche poteri e bellezza e mistero a metà rispetto a un Elfo, ma contrariamente a un Elfo possono capire cosa diventare da grandi. Il loro futuro non è segnato alla nascita, possono scegliere quale inclinazione seguire se rinnegare una parte o l’altra, sono liberi, in qualche modo. Anche se poi In Dungeons & Dragons rispetto al Signore degli Anelli le cose cambiano ancora e diventano più legate alla genetica. In D&D infatti un Mezzelfo è generato solo dall’unione di due Mezzelfi, l’unione di un Mezzelfo con un Umano genera un bambino Umano e l’unione di un Mezzelfo con un Elfo genera un bambino Elfo. Una regressione filosofica a mio parere.

L’Elfo è assai longevo, e vive in media 700 anni, il Mezzelfo molto meno e se ne va intorno ai 170. In più gli Elfi vedono al buio e i Mezzelfi no. Oltre a questo i Mezzelfi sono accusati di scarsa autonomia e di scarsa personalità. È molto raro infatti trovare una comunità di Mezzelfi che sia autonoma. I Mezzelfi preferiscono vivere vicino agli Elfi o vicino agli umani. Di conseguenza poi, rispetto alla vicinanza scelta, mutano anche la loro personalità in modo camaleontico diventando di volta in volta più Umani o più elfici. È chiaro che di questo loro atteggiamento molle e opportunista si possa dire tutto il male possibile. Ma è vero anche che a pensarla diversamente le capacità di adattamento sono quelle che permettono alle specie di sopravvivere, aguzzando l’ingegno e modificandosi nel corpo. Ai Mezzelfi sono attribuite capacità diplomatiche più vicine a quelle umane, capacità che mancano agli Elfi creature bianche e pure e per questo violentemente reattive.

Infine mi è sembrato di capire appieno lo stile del Mezzelfo quando ho trovato una citazione dal Signore degli Anelli in cui a parlare è Elrond (che è proprio un Mezzelfo): “Almeno per qualche tempo è necessario che la strada sia percorsa, ma sarà molto difficile. Né la forza né la saggezza ci condurrebbero lontano; questo è un cammino che i deboli possono intraprendere con la medesima speranza dei forti. Eppure tale è il corso degli eventi che muovono le ruote del mondo, che sono spesso le piccole mani ad agire per necessità, mentre gli occhi dei grandi sono rivolti altrove”.

Di notte, più tardi, non riesco a dormire. Penso a tutte le persone che conosco, chi tra loro è Elfo, chi Mezzelfo e chi Umano. Penso a chi può diventare Umano e a chi no. Fino a ché non capisco che se davvero mi voglio addormentare conviene tornare al vecchio metodo e contare le pecore.