Andrea “Tupac” Mollica Librogame e GdR

Andrea “Tupac” Mollica è un autore di Librogame e game-designer, nonché il primo degli autori che pubblicherà il suo racconto inedito sul primo numero di Turno Zero. Una passione che nasce da bambino, e che si sviluppa fino a realizzarsi in modo inaspettato 

Di Daniele Iannucci

Uno degli obiettivi che ci siamo prefissi con Turno Zero è quello di raccogliere e pubblicare i racconti di autori e game-designer del mondo del GdR e del Librogame. E il primo nome a cui abbiamo pensato non poteva essere che Andrea “Tupac” Mollica, primo dei tre autori di calibro che abbiamo l’onore di avere tra le nostre pagine. In questa intervista andremo a scoprire di più di questo creativo senza fondo, nonché carissimo amico. “Voleremo” sopra il suo passato, la sua passione e i suoi futuri progetti, con la speranza di farvi conoscere, e approfondire, un personaggio che merita tutta la vostra attenzione. Cominciamo!

“Andrea Tupac Mollica, 45 anni. È un antropologo per formazione e un progettista didattico per professione. E a quanto pare soffre di una forte dipendenza da Librogame e Giochi di Ruolo.”

 Andrea “Tupac” Mollica. Autore, game-designer e giocatore di ruolo da tanto tempo. Come è nata la tua passione per il Librogame e il GdR?

«È cominciato tutto nell’ormai lontano 1984. Avevo 10 anni ed un giorno il mio inossidabile amico Enrico si presentò a casa mia con i primi due numeri di Lupo Solitario che gli erano appena stati regalati. È stato un vero colpo di fulmine, un hobby cui sono stato sempre fedele negli anni. Nonostante l’adolescenza e poi l’università, il lavoro e la famiglia. Ho cominciato divorando dapprima i Librogame editi dalla EL, e con i Giochi di Ruolo dello stesso editore: Uno Sguardo nel Buio, Kata Kumbas, I Cavalieri del Tempio, Holmes & Co. Poi sono approdato a D&D BECMI, al Richiamo di Cthulhu, a Cyberpunk 2020, al World of Darkness e a decine e decine di altri GdR e Librogame che sarebbe inutile elencare. Anche perché credo siano conosciuti un po’ da tutti i giocatori.»

Andrea “Tupac” Mollica Librogame e GdR
Un passato da appassionato. Ma quand’è che hai deciso di lanciarti in questo ambiente come professionista? Come è stato l’inserimento e la crescita all’interno di questo mondo editoriale?

«È successo per caso. Alcuni anni fa mi sono unito alla community di Librogame’s Land, e per loro ho pubblicato due Librogame fan-fiction ambientati nell’universo fantastico di Lupo Solitario. Che peraltro sono ancora disponibili sul sito della community. Sono piaciuti, e qualche tempo dopo sono stato contattato da Mauro Longo per conto dell’editore GGStudio (oggi SpaceOrange 42) prima per scrivere Nido di Vespe: una campagna fantascientifica per Savage Worlds Nemezis. Poi il Librogame Golgota Blues, seguito subito da I Quattro della Venturosa, ambientato nell’universo di Hope&Glory. Infine (immagino anche dato il successo di queste pubblicazioni) sono stato contattato da altre case editrici come Acheron Books, per la quale ho pubblicato il Librogame doppio Stregoneria Rusticana!, presentato nell’edizione di Lucca C&G appena trascorsa.»

La creazione di Stregoneria Rusticana! sarà uno di quei argomenti che vorremo sicuramente approfondire. Ma prima vorrei chiederti altro. Hai visto nascere, crescere, morire e di nuovo rinascere il genere del Librogame. Quali sono state secondo te le cause di questo “sali/scendi” commerciale?

«Ma guarda, ho ben presente il motivo per cui i LG sono tramontati tra la fine degli anni ’80 e i primi degli anni ’90: è stata l’esplosione dei videogiochi. Chi non ha vissuto quegli anni non può comprendere fino in fondo l’impatto che il mondo videoludico ha avuto sulla mia generazione. E come esso abbia brutalmente sostituito tutta una serie di altre attività ludiche e ricreative per ragazzi, compresa la lettura.

Invece non ho un’idea chiara sui motivi alla base della rinascita della letteratura interattiva. Sicuramente un ruolo forte è stato giocato dallo sdoganamento della cultura “nerd”, che ormai non è più cultura di nicchia ma domina il mondo del cinema della TV e dei videogame. Il suo immaginario non è più una roba da sfigati, come quando ero un ragazzino, ma anzi è divenuto sinonimo di cultura contemporanea. E tuttavia credo che non basti questo a spiegare questa seconda primavera dei LG. Credo ci sia qualcos’altro che mi sfugge.»

Andrea “Tupac” Mollica Cavalleria Rusticana!
Qualunque sia stato il motivo, noi ne possiamo solo che essere felici. E proprio questa nuova “primavera” ci porta alla prossima domanda. Con l’occasione di poter condividere con grande successo le tue opere, qual è per te la gratificazione più grande rispetto al tuo lavoro come autore e game-designer?

«Per qualunque lavoro autoriale, sia esso scrittura, game-design, musica, performance o quant’altro la più grande gratificazione, almeno per me, è il riscontro da parte del pubblico. L’apprezzamento e gli attestati di stima da parte di chi gioca e legge le mie opere sono lo stimolo principale per continuare a scrivere e ad avere idee ludiche. E poi, per dirla tutta, è anche (e da sempre) un modo per ritagliarmi uno spazio tutto mio. Per evadere da un mondo che non è che mi piaccia così tanto…»

Uno spazio che ti appartiene, e che speriamo continui a esistere per molto tempo. E a questo punto: quali sono i tuoi prossimi progetti per il futuro? Anche in relazione con l’avanzamento delle app per il Librogame, stai pensando di spostarti anche nell’editoria ludica multimediale?

«Questa è una domanda da insider! Perché credo tu sappia che attualmente sto scrivendo un nuovo LG cyberpunk per l’editore Aristea che verrà pubblicato in forma di app per smartphone e tablet. Mi ci sto dedicando anima e cuore, anche perché voglio sfruttare al massimo le possibilità offerte dal mezzo digitale. Sarà una cosa particolare, con tre storyline distinte che però potranno intrecciarsi e sciogliersi. E con un semplice sistema anche per gestire eventuali relazioni romantiche con i PNG. E poi sono in fase preliminare per uno (o forse due) nuovi LG di SpaceOrange 42, di cui uno è una roba talmente fica e fuori di testa che spero con tutto il cuore vada in porto!»

Che dire, vorrà dire che dovremo risentirci presto per approfondire anche quest’ottima notizia. Ma purtroppo dobbiamo lasciarci qui, almeno per ora. Prima di andare però un’ultima personalissima domanda: qual è il tuo GdR o Librogame (o serie) preferito?

«Per quanto riguarda i LG la risposta è semplicissima: Lupo Solitario. Senza ombra di dubbio e non solo perché è stato il mio primo LG, ma perché si tratta di una saga eccellente sotto tutti i punti di vista. Ti dico solo che da ragazzino vagheggiavo di diventare un autore di LG come Joe Dever. Ed il fatto di essere infine riuscito a coronare questo sogno di gioventù mi da davvero una grande gioia. Invece, per quanto riguarda i GdR faccio fatica a darti una risposta, perché in ogni fase della mia vita ho avuto un innamoramento per un GdR (o un sistema) in particolare.

Negli anni ’90, ad esempio, credevo che il World of Darkness di Vampiri & C. stabilisse un livello irraggiungibile nello storytelling. Oggi se dovessi rigiocarci probabilmente mi annoierei. Perché mi sento più orientato o verso sistemi semplici e modulari ma ben strutturati come Savage Worlds, o verso sistemi fortemente astratti e narrativi come Fate. Recentemente ho avuto anche una cotta per i GdR Powered by the Apocalypse ad ambientazione gotica urbana, ma è durata poco. Riconosco che quel sistema introduce elementi davvero innovativi rispetto alla dinamica classica tra narratore e giocatori al tavolo. Ma dopo un entusiasmo iniziale non mi ci sono trovato molto, alla fin fine preferisco che i ruoli del narratore e dei giocatori siano definiti in modo più classico. Basta che io non diventi un vecchio trombone che se la mena su “quanto era bello il GdR ai miei tempi”!»

Perfetto. Arrivati alla fine di quest’intervista, non possiamo far altro che ringraziare il Tupac per il suo tempo e la sua passione. Noi ci rivediamo tutti alle prossime interviste con gli altri autori del primo numero di Turno Zero: Matteo Pettinari e Alberto Tronchi.